Wi-Fi libero per tutti
Una proposta presentata in Parlamento per incentivare la diffusione della banda larga in Italia
a cura della Redazione
Lunedi 30-11-2009 - Una proposta per abrogare la norma che obbliga a identificarsi mediante un documento ufficiale (carta d'identità, passaporto o patente) per poter accedere a un Wi-Fi pubblico e incentivare, in questo modo, la diffusione della banda larga aperta a tutti.
A presentarla è il deputato Roberto Cassinelli del Pdl, ma l'hanno sottoscritta anche deputati dell'opposizione: l'osservazione è che si tratta di un'anomalia tutta italiana, istituita con la legge antiterrorismo di quattro anni fa, nel 2005, quando si è scoperto che per organizzare gli attentati al metrò di Londra i terroristi islamici usavano connessioni a Internet attraverso gli Internet Point. E nemmeno gli Stati Uniti, che pure nella lotta al terrorismo non sono secondi a nessuno, ce l'hanno. In un documento che Cassinelli ha pubblicato sul suo blog si propone di permettere la connessione Wi-Fi anche senza identificazione. Sarà il Ministero dell'interno a sancire quando sarà necessaria.
 Nei casi in cui si riterrà opportuno mantenerla, si propone di utilizzare un'identificazione indiretta ed automatica, ad esempio tramite la carta Sim del proprio cellulare.: " Tale sistema potrebbe funzionare in questo modo - si legge nel blog -: chi tenta di accedere ad internet tramite una rete wireless pubblica viene bloccato da una finestra che richiede l’inserimento del numero di cellulare. Per potere navigare, l’utente è obbligato ad inserirlo. In pochi secondi, e in via del tutto automatica, l’utente riceve sul proprio telefonino un Sms contenente un codice tramite il quale può sbloccare il sistema ed accedere senza problemi alla rete. In questo modo, non c’è pregiudizio alla sicurezza pubblica perché l’utente è stato univocamente identificato (ogni utenza di telefonia mobile italiana, infatti, è abbinata all’identità di una persona rintracciabile), ma si evita una procedura particolarmente macchinosa che, di fatto, ha impedito un pieno sviluppo delle moderne tecnologie di comunicazione nel nostro Paese".Fin qui la proposta. Vedremo come procederà l'iter in Parlamento.
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