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BlackBerry 8220 Pearl Flip
LA PAGELLA
Dimensioni 7,5
Semplicità 8,5
Menù 8
Display 8
Audio 8
Fotocamera 7,5
Connettività 8
Autonomia 7,5
Velocità Software 8
Qualità Materiali 8
Manuale 7,5
Confezione 7,5
Voto Medio 7,9
Altri Test BlackBerry:
9500 Storm
La prima conchiglia di Rim
C'è una prima volta per tutti. Questa volta tocca a Research In Motion (RIM) fare il primo passo in una nuova direzione. L'azienda canadese produttrice dei cellulari BlackBerry, presenta infatti il suo primo modello a conchiglia. L'esordio in una nuova categoria di cellulari - e in concomitanza con la  presentazione di un altro modello, lo Storm, con interfaccia sensibile al tocco - in questo caso ha un significato profondo. RIM intende uscire dalla nicchia di mercato business in cui ha vissuto e prosperato.

Il primo Pearl, l'8100, ha mostrato che il pubblico è pronto per i dispositivi dotati di supporto alla posta elettronica in tempo reale. Ma c'è di più. Dal primo BlackBerry della serie Pearl, l'8100, per giungere a questo ultimo modello, Flip 8220, RIM ha profuso sempre maggior attenzione al design.
Questi cellulari si propongono dunque oggi non solo come oggetti tecnologici ma anche come accessori trendy, alternativa ricercata ai "soliti" brand del mondo della telefonia mobile. Tanto più che il prezzo, 269 euro con Tim, è più che invitante (il primo Pearl costava al momento del lancio, due anni fa, 349 euro).

La tecnologia
Il bouquet hardware del Pearl Flip non è di quelli che fanno gridare al miracolo. Anzi, le caratteristiche tecniche sono piuttosto austere. La fotocamera, ad esempio, è da soli 2 Mpixel; il display, seppur ampio e luminoso e dotato di sistema di regolazione automatica della retroilluminazione, è in grado di visualizzare "solo" 65mila colori mentre la sezione radio, pur quadribanda, sfrutta una connettività dati quasi obsoleta. A quest'ultimo riguardo occorre però dire che c'è il chip Wi-Fi, che consente di bypassare il collo di bottiglia costituito dallo standard Edge, che offre una connessione lenta.

Ma la vera tecnologia in questo caso è quella che non si vede, rappresentata dal sistema di gestione della posta elettronica in tempo reale. È infatti sufficiente inserire l'indirizzo e-mail e la password per iniziare a ricevere e spedire messaggi di posta, senza che dobbiate essere voi a collegarvi a Internet e quindi a controllare il server Pop3: le e-mail arrivano sul telefonino con la stessa modalità con la quale arrivano gli Sms.
Inoltre sono da premiare gli ingegneri che hanno realizzato la tastiera, dotata di venti tasti numerici e alfabetici, che riproduce un'intera Qwerty. Grazie alle due lettere per tasto rimane compatta ma offre la possibilità di scrivere in scioltezza, grazie anche alla bontà del software SureType (simile al T9). All'inizio potreste trovarvi spiazzati ma dopo pochi giorni non ne potrete più fare a meno.

La tecnologia a bordo degli smartphone di Research In Motion (e questo non fa eccezione) si rivela anche nel sistema operativo, BlackBerry Os, che risulta efficiente, veloce e parco nelle richieste di potenza elaborativa. Ciò va a tutto vantaggio dell'esperienza d'uso (cui la trackball, la sfera di comando che sostituisce il joypad, contribuisce in abbondanza) e dell'autonomia del cellulare che supera i tre giorni di normale utilizzo.


IL GIUDIZIO DELLA REDAZIONE
Chi per la prima volta si accosta a un BlackBerry rimarrà stupito di come un telefono che nasce per il business possa essere facile da utilizzare e allo stesso tempo flessibile e personalizzabile (potrete scegliere di modificare l'interfaccia, raggruppare programmi, cambiarne l'ordine; potrete non solo variare la grandezza dei caratteri a schermo ma anche quali tipi di carattere utilizzare).
Chi è già utente di BlackBerry e proviene da terminali di passata generazione invece apprezzerà soprattutto l'evoluzione del sistema operativo, qui in versione 4.6, che porta con sé finalmente un lettore di documenti di Word, Excel e PowerPoint.
Sarà finalmente grato a RIM per aver inserito la possibilità di registrare video con la fotocamera, per  aver dotato il cellulare di un player multimediale che si rispetti (lo stesso dicasi dell'ottimo browser integrato) o per aver reso più cool un dispositivo che fino a qualche tempo fa sembrava una calcolatrice tascabile più che un telefono.
L'unico neo sembra rappresentato dalla mancanza del Gps integrato. Difficile però farne una questione di principio: per 269 euro oggi non si può chiedere di più


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