La tecnologia touchscreen è entrata di prepotenza nel mercato della telefonia mobile. Un display che si comanda con le dita asseconda i nostri gesti, rende semplici e intuitive anche le istruzioni più complesse e, a parità di dimensioni, permette display più ampi. Da non sottovalutare anche il fattore fashion, che ha accompagnato fin dalla loro comparsa questi dispositivi, rendendoli l'oggetto del desiderio di milioni di persone in tutto il mondo.
INTRODUZIONE
Il display di un cellulare, così come lo schermo di un televisore, si misura in termini di risoluzione (espressa in pixel) e dimensione (riferita alla misura della diagonale ed espressa in pollici).
Senza entrare in complicati tecnicismi, all’aumentare del numero di pixel (i punti che compongono lo schermo), aumenta la definizione e quindi la qualità dell'immagine. Anche il numero massimo di colori visualizzabili (di solito nei cellulari: 65mila, 262mila o 16 milioni) è molto importante, sebbene sia difficile, soprattutto sui display più piccoli, notarne la differenza. È bene inoltre distinguere tra i più diffusi display Lcd (Liquid Crystal Display) e i nuovi Amoled (Active Matrix Organic Light Emitting Diodes) che stanno rapidamente guadagnando consensi grazie ai consumi ridotti e a una maggiore brillantezza.
RESISTIVO
Al momento in commercio esistono due tipi di display sensibili al tocco: resistivi e capacitivi. Quelli resistivi basano il funzionamento su un principio di resistenza elettrica. La pressione sul display genera un contatto tra due strati conduttori che viene individuata da un controller e inviata al sistema operativo. Adottano questo tipo di tecnologia alcuni telefoni dotati di sistema operativo Symbian S60 5th Edition, come ad esempio il 5800 XpressMusic, il Nokia N97 e, tutti i dispositivi mossi da Windows Mobile. Di solito i telefoni sono corredati da un pennino che, come vedremo, non può invece essere utilizzato sui display capacitivi.
CAPACITIVO
Il touchscreen capacitivo basa invece il suo funzionamento su un flusso di elettroni costante che attraversa la superficie del display. Ecco spiegato perché i display dei telefoni capacitivi hanno un rivestimento in vetro: al contrario di quelli resistivi non necessitano di una superficie morbida su cui fare pressione. Quando le dita, toccano (o sfiorano) lo schermo, il flusso di elettroni viene "deviato" e un controller (per mezzo di alcuni sensori posizionati in ciascun angolo del display), rileva la distorsione e assegna le coordinate. A differenza di quanto si pensi, il display non rileva il calore ma la conduttività. Ecco perché sugli schermi capacitivi non è possibile utilizzare oggetti in plastica come i pennini. Il corpo umano è infatti un ottimo conduttore. Provate a stupire gli amici utilizzando una superficie in acciaio (o comunque di un metallo conduttore) per comandare un iPhone: il risultato ad effetto è assicurato! Adottano questo tipo di schermo, tra gli altri, il già citato iPhone di Apple, gli Htc G1 e G2, il Samsung Galaxy e molti nuovi smartphone dotati di sistema operativo Android.
VANTAGGI E SVANTAGGI
Entrambe le tecnologie presentano punti di forza e debolezze come evidenziato nella tabella a fianco. (Cliccate per ingrandirla).
Gli schermi resistivi hanno il vantaggio di poter utilizzare uno stilo per ottenere una maggiore precisione, costi ridotti (quasi la metà di quelli capacitivi) e la possibilità di resistere a condizioni climatiche estreme. Inoltre l’utilizzo del pennino non esclude la possibilità di utilizzare anche le dita. Di contro, gli schermi capacitivi offrono la il famigerato multitouch, che consente effettuare lo zoom di una pagina Internet o di una foto, semplicemente allargando una porzione di schermo con le dita. I display capacitivi possono poi contare su un rivestimento in vetro più bello da vedere e resistente a urti e graffi, anche se si espongono maggiormente a fastidiose ditate. Difficile dunque stabilire un vincitore, anche se le ultime tendenze del mercato sembrerebbero aver individuato nei display capacitivi quelli più richiesti dal pubblico.

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