Si apre un nuovo periodo denso di rischi per i telefonini. Gli sviluppatori di virus hanno trovato i metodi per guadagnare da questa loro attività, spalancando cosi le porte a un arrivo in massa di oggeti maligni sempre più agguerriti. E' quanto emerge, molto in
sintesi, dal decimo Virus Alaysist Summit di Kaspersky che si tiene in questi giorni a Dubrovnik. Un evento per fare il punto della situazione sul livello di pericolosità che Internet e le sue applicazioni non solo per i pc ma soprattutto per gli smartphone.
Sì perché, oltre a diventare ricchi, gli sviluppatori hanno per la prima volta la possibilità di adattare i virus per Pc alle piattaforme mobili. D'altro canto, la navigazione sul Web è ormai una funzione consolidata sugli smartphone di ultima generazione che hanno "potenza elaborativa superiore a un Pc di 15 anni fa", spiega Denis Maslennikov, ricercatore nei laboratori di Kaspersky. Il quale non nasconde una certa preoccupazione perché, dice, i nuovi malware (termine generico per indicare qualsiasi forma di oggetto rischioso per computer e telefonini) si sono evoluti rapidamente nel corso degli ultimi due anni.
Fino al 2007 erano poco più che esercizi tecnologici, ora "hanno imparato rapidamente dal mondo Pc, con tutti i rischi che ne conseguono". Ci sono diversi fattori mitiganti, a iniziare dal fatto che sui telefo
nini non esiste un sistema operativo così spiccatamente dominante come avviene con Windows nel mondo computer. Symbian è ancora (per ora) quello più diffuso, però gli attacchi dei cybercriminali si concentrano molto anche su Windows Mobile e cellulari Java.
L'iPhone, per il momento, è stato "dispensato" dalle attenzioni degli sviluppatori solo per via dei limiti rigorosi imposti da Apple. Che ha previsto fin da subito un sistema di certificazione delle applicazioni e non ha implementato alcune tecnologie che favoriscono la diffusione di virus (come il Bluetooth e gli Mms). Ma la situazione è destinata a cambiare "non appena i criminali informatici troveranno il modo per aggirare questi impedimenti; è solo questione di tempo".
Per quanto riguarda Android, la situazione è ancora diversa. Il sistema operativo voluto da Google ha una architettura basata su Linux e improntata a essere stabile e sicura, i
n più "è ancora troppo poco presente per essere al centro delle attenzioni dei cybercriminali", spiega sempre Maslennikov. Bisogna solo attendere che raggiunga una diffusione sufficiente per "capire quale sia il suo grado di protezione".
Insomma, non si salva nessuno? La desolante risposta è: "no". Dall'agosto 2008, da quando cioè è stato trovato il modo per guadagnare tanti soldi dai virus per telefonini, il numero di malware ha subito un'impennata con progressione esponenziale (+184% in 10 mesi). In numeri, a oggi si contano 120 famiglie di malware a cui corrispondono 483 modifiche: alzi la mano chi pensa che sia ancora un probelma marginale.
Non lo è affatto, anzi, gli operatori telefonici iniziano a diramare bollettini e Sms informativi sui rischi. Per esempio, T-Mobile ha recentemente inviato un messaggio sui cellulari per chiedere agli utenti di ignorare tutti gli Sms spazzatura provenienti da numeri sconosciuti. Perché, se attivati, fanno la felicità dei cybercriminali. I quali guadagnano dai servizi premium, ovvero quelli che prevedono Sms a costi maggiorati (i prezzi arrivano anche a più di 1 euro) inviati tramite server compiacenti sparsi in Austria, Bulgaria, Lichtestein, Svizzera, Burkina Faso, Nigeria, Togo e così via. All'apparenza sembrano offerte, proposte commerciali o informazioni utili, basta attivarlo, per esempio a volte prevede l'apertura di un sedicente sito Wap, per dare il via al drenaggio di soldi sulla vostra Sim.
Già che ci siete, non fidatevi nemmeno degli applicativi sospetti che promettono miracoli o porno gratis: "leggete bene le condizioni e la licenza di utilizzo, perché in queste righe spesso si nasconde l'autorizzazione a qualsiasi addebito monetario sul vostro conto telefonico", ammonisce Maslennikov. Un po' di buon senso, insomma, non guasta. E con la diffusione dei social network sui cellulari, i rischi sono destinati ad aumentare in modo incontrollato. Non date per scontato di essere immuni: nemmeno i possessori di un telefonino con sistema operativo Symbian 3rd Edition. Su questo fronte va segnalata una preoccupante novità. Gli sviluppatori hanno trovato il modo di realizzare un malaware che appare come applicazione certificata da Nokia. Serve dire altro?
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