LA NOSTRA PROVA

Apple iPhone 3G

LA PAGELLA

Dimensioni: 7
Semplicità: 8
Menù: 9
Display: 9
Audio: 8
Fotocamera: 7
Connettività: 8
Autonomia: 8
Velocità software: 8
Qualità materiali: 8
Confezione: 6

VOTO MEDIO: 8

Il melafonino con un tocco in più

È il gadget tecnologico del desiderio. Per oltre un anno gli italiani hanno potuto solo sognarlo (sebbene in molti se lo siano fatti arrivare da amici all’estero). Da luglio invece è approdato anche nel Bel Paese. Certo, lo smartphone di Apple non costa poco. Per acquistarlo dovrete legarvi (con contratti spesso molto costosi) a un operatore telefonico per due anni. Oppure acquistare l’apparecchio a 499 euro (8 GB) e 569 euro (16 GB) pur prevedendo la sottoscrizione di un piano aggiuntivo per supportare i servizi dati via rete cellulare. Questo il prezzo da pagare per fare entrare l’iPhone 3G nelle proprie tasche. Ma si può anche abbassare e diluire l’investimento a patto di qualche rinuncia a livello di forfait. In ogni caso, fate bene i vostri conti, perché avete aspettato tanto per averlo... e ora, statene certi, nessun operatore è pronto a regalarlo.

BELLO E SOLIDO
Quello che si trova nei negozi degli unici due operatori che possono fregiarsi della possibilità di metterlo a listino è un iPhone molto simile alla prima versione. Le differenze si limitano a una copertura  posteriore non in alluminio ma in una lega in plastica che, stando ai primi riscontri sulle prove di resistenza, è risultata molto solida. Può quindi trarre in inganno il primo contatto con la versione 3G, perché l’alluminio conferiva una percezione di qualità superiore.
D’altro canto, il nuovo materiale scelto da Apple restituisce una sensazione al tocco meno fredda del primo iPhone. Si tiene in mano con più soddisfazione e assicura un buon attrito con l’epidermide, evitando così che l’apparecchio scivoli e cada inavvertitamente.
Il nuovo guscio porta con sé anche una copertura diversa degli altoparlanti integrati nei pressi del connettore per il cavo USB.
E, ancora meglio, possiede un jack da 3,5 mm che permette di collegare qualsiasi auricolare perché il connettore non è più incassato nella struttura, come nel “vecchio” modello a cui si potevano abbinare solo le cuffie ufficiali o quelle compatibili.  

ANCORA PIU’ VELOCE
Ma la vera novità dell’iPhone 3G si scopre accendendolo: la versione 2.0 del Mac OS X presente in questo apparecchio. Il sistema operativo aggiornato si riconosce dal collegamento all’AppStore, il negozio virtuale che consente di scaricare le applicazioni gratuite e a pagamento dedicate allo smartphone, e dalla presenza di una seconda pagina. Scorrendola con un dito, si trova solo la rubrica: qui si cela la funzione più attesa. Ora è possibile importare direttamente i contatti dalla rubrica della SIM senza passare da iTunes.
Fate attenzione, tuttavia, perché i contatti si possono solo copiare nella memoria dell’iPhone e, a questo punto, sono modificabili e gestibili come avviene su un telefonino tradizionale. Non è ancora possibile, tuttavia, salvare la rubrica del cellulare sulla scheda telefonica.
L’unico metodo per fare il backup dei dati personali rimane iTunes che, peraltro, provvede anche a custodire le informazioni personali salvate, come gli appuntamenti, le note, gli scatti e la collezione musicale. Non sono gli unici meriti del firmware 2.0 che porta giovamenti anche in fatto di velocità e prontezza di risposta. L’apertura dei programmi e la navigazione nei menù è apparsa più brillante rispetto alla release 1.1.4 utilizzata sul primo iPhone. Le doti “velocistiche” di questo OS X vanno a braccetto con un’impostazione migliorata dell’interfaccia: alcuni interventi anche poco evidenti hanno raggiunto lo scopo di rendere tutto ancora più facile da utilizzare. Nel complesso, l’iPhone 3G si utilizza come il precedente. Il sistema touch rimane il punto di riferimento nella gamma di apparecchi nati successivamente allo smartphone di Apple. Rimangono ineguagliate la facilità e l’immediatezza: non è necessario addestramento per trovarsi subito a proprio agio. Anche se, va detto, alcuni strumenti sono rimasti nascosti, come nel caso della tastiera telefonica “affogata” all’interno del menù Telefono.
 
QUESTO Sì, QUELLO NO
Il nuovo sistema operativo offre sostanzialmente la stessa collezione di software accessori presente anche nelle versioni finora in circolazione. Non mancano gli applicativi per le quotazioni di Borsa, il meteo, YouTube e l’accesso al Web. Ottimi Safari per Internet e Mail per la posta elettronica: questi si attestano tra i programmi migliori finora sviluppati per telefonini e smartphone. L’accesso ai siti è veloce e con una qualità di visualizzazione che non ha nulla da invidiare a quanto avviene sul PC. Lo stesso ragionamento si applica all’e-mail: i messaggi si vedono così come sul computer, con in più il supporto per la lettura dei documenti nei formati più diffusi.
In Internet ci si arriva, oltre che con il Wi-Fi, anche via UMTS/HSDPA standard con i quali (finalmente) si accede alla rete cellulare a banda larga. Le prestazioni non fanno rimpiangere il broadband terrestre, ma occhio a non sforare i limiti di traffico dati imposti dai contratti con gli operatori. Ancora assente, però, un sistema di chat integrato e il supporto per gli MMS. L’unico modo per inviare gli scatti rimane l’e-mail. Il reparto fotografico è stato preso in blocco dall’iPhone originario, compresa la mancanza della funzione di registrazione dei video. Non si può nemmeno sfruttare l’antenna GPS integrata per fare foto georeferenziate. Questa opera in simbiosi con Google Maps, mostrando la posizione corrente con l’impiego del segnale telefonico.

IL GIUDIZIO DELLA REDAZIONE

Tirando le somme: l’iPhone 3G, aggiungendo una manciata di funzioni e un restyling estetico alla versione precedente, convince. In più, è finalmente presente in Italia nei punti vendita dei due principali gestori telefonici, anche se l’interfaccia non ha le personalizzazione tipiche dei telefonini distribuiti dagli operatori. Tuttavia, non è ancora il prodotto perfetto. O, meglio, dipende dai punti di vista. Da quello dell’interfaccia, lo smartphone di Apple offre il sistema touch migliore sulla piazza, facendo apparire solo dei tentativi più o meno riusciti i menù “al tocco” degli altri produttori. Questi ultimi dovrebbero riuscire a trovare una loro strada piuttosto che ispirarsi al Melafonino. D’altro canto, la perfezione è propria di un oggetto privo di nei. E nell’iPhone 3G questo non avviene. Per esempio, la digitazione dei messaggi con la tastiera QWERTY virtuale non è sempre soddisfacente. Difficile operare con una mano sola, per non parlare dell’errore (sempre in agguato) nella selezione della lettera. Difficile valutare lo smartphone per un utilizzo lavorativo, anche perché i documenti sono visualizzabili solo se ricevuti come allegati alle e-mail. Molto meglio considerarlo come un cellulare multimediale molto evoluto, che ospita addirittura un iPod Touch al suo interno. L’autonomia è di circa quattro giorni con utilizzo intenso.

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