LA PAGELLA
Dimensioni: 6VOTO MEDIO: 7
La potenza è nulla senza controllo
Non sono molti gli smartphone dotati di tastiera estesa e apertura a libro come se fossero piccoli notebook. Si tratta di un segmento particolare che si rivolge agli utenti solitamente in cerca di un terminale dedicato al lavoro o, meno frequentemente, a chi preferisce utilizzare il telefono come piattaforma per rimanere in contatto con gli amici, utilizzando la posta eletronica, gli SMS o la chat. Di solito però questo tipo di smartphone ha una dotazione limitata; il minimo indispensabile per connettersi a Internet e poco altro.
Non manca niente
Non è questo il caso del Toshiba Portégé G910, uno smartphone full-optional che si colloca in una fascia di mercato più alta, quella per intenderci, occupata dalla serie Communicator di Nokia e dai TyTn di HTC. Oltre alla completa connettività, Wi-Fi e HSDPA con doppia fotocamera per videochiamare, il G910 porta in dote un chip GPS satellitare integrato, un ampio display a 65mila colori con risoluzione di 800x480 pixel e un rilevatore biometrico di impronta digitale, vero marchio di fabbrica della linea Portégé di Toshiba. Non mancano poi il Bluetooth, una fotocamera da 2 Mpixel con flash e autofocus e una serie di applicazioni dedicate tra cui spiccano la suite di Office al completo e un software che acquisisce i dati per la rubrica “leggendoli” direttamente dai biglietti da visita.
Errori di gioventù
Peccato che, a fronte di una dotazione hardware così interessante, manchi invece qualcosa dal punto di vista costruttivo. Design obsoleto a parte, alcune scelte del produttore giapponese non hanno del tutto convinto. Il G910 è realizzato in plastica, senza alcuna rifinitura in metallo che ne avrebbe sicuramente aumentato la resistenza. Troppo piccolo poi il display esterno monocromatico, inutilizzabile per comporre un qualsiasi numero di telefono. Mancando la tastiera, i numeri vanno selezionati tramite il joypad esterno, un’operazione laboriosa e irritante. Per fortuna è possibile scorrere la rubrica e selezionare così il contatto che ci interessa, limitando il problema solo ai numeri non ancora inseriti in memoria. Una volta aperto il G910 rivela però una tastiera spaziosa, uno dei suoi pochi punti di forza (i tasti sono più grandi di quelli del Communicator) anche se questa comodità si paga con la mancanza dei tasti numerici. Buona invece la sensibilità in digitazione ma la tastiera tende a flettersi troppo durante la scrittura. La parte superiore rivela un display generoso in termini di dimensioni (3 pollici) e una risoluzione, davvero inusuale, di 800x480 pixel. In realtà questa sua generosità si dimostra un’arma a doppio taglio. Ne guadagnano senz’altro la navigazione in Internet (si può scegliere tra i browser Intenet Explorer e Opera) e la visione di filmati multimediali, ma alcune applicazioni possono dare problemi di compatibilità: abbiamo provato, senza successo, a installare il software di navigazione Tom Tom.
Deludenti anche i tasti a sfioramento laterali che dovrebbero facilitare il raggiungimento dei menù. Oltre a essere in una posizione poco pratica (si rischia di premerli inavvertitamente quando si impugna il terminale), sono poco reattivi alle sollecitazioni. Infine, delude (più per la mancanza che per l’effettiva utilità) la sezione radio solo tribanda.
Software che passione!
Buona la dotazione software presente sul dispositivo. Oltre ai già citati applicativi per il riconoscimento dell’impronta digitale (utile per proteggere il terminali da accessi indesiderati) spicca la possibilità di utilizzare Word ed Excel in lettura e scrittura e PowerPoint in lettura. La parte multimediale è affidata al classico Media Player di Windows Mobile capace di riprodurre musica e video nei formati più diffusi. Non manca poi la possibilità di inviare posta elettronica (anche in modalità push) e di utilizzare MSN per chattare con gli amici utilizzando, se già l’avete, lo stesso account del PC casalingo.
Il software che gestisce le due fotocamere è invece ridotto all’osso. È possibile modificare la risoluzione per ottimizzare lo spazio sia per la parte fotografica (risoluzione massima di 1.600x1.200 pixel) sia per quella video con risoluzione massima di 320x240 pixel. Esigua come al solito la dotazione videoludica con i classici Bubble Breaker e Solitario.
Unico appunto per questa sezione la presenza di Windows Mobile in versione 6.0, quando quasi tutti i terminali di nuova generazione hanno di serie la 6.1 e si attende (anche se in ritardo) la 7.0 per la fine del prossimo anno.
Al telefono
Molto soddisfacente la sezione telefonica. La capsula auricolare è esente da inflessioni metallitiche e regala una timbrica pulita e dotata di un volume elevato. Buona anche la capacità di agganciarsi alle reti con i quattro operatori e di mantenere il segnale sempre acceso. Unici nei una sezione vivavoce dal volume piuttosto basso e una durata della batteria inferiore alla media. Difficilmente, anche con un utilizzo non intensivo, raggiungerete i due giorni di autonomia. Premendo invece sull’acceleratore in termini di consumi (ma basta tenere acceso Wi-Fi e Bluetooth o scattare qualche foto) arriverete a stento alla fine di una giornata. Buona invece nel complesso la velocità del processore che non ha evidenziato rallentamenti durante l’utilizzo delle applicazioni o nell’aprire i vari menù.
IL GIUDIZIO DELLA REDAZIONE
Il Toshiba G910 è un terminale che presenta luci e ombre. Nonostante l’ottima dotazione tecnica e qualche buona idea, come il sensore biometrico per leggere l’impronta digitale e l’ottima risoluzione del display, non convincono alcune scelte come quella di dotarlo di un OS non ultima versione (Windows Mobile 6.0 invece di 6.1) e di una sezione radio solo tribanda.
Anche dal punto di vista costruttivo alcune soluzioni sono discutibili, sia per quanto riguarda la qualità dei materiali sia per alcune scelte di design. Un peccato perché il prezzo di 449 euro non è particolarmente elevato per uno smartphone di questo livello (la concorrenza costa due o trecento euro in più). Con un piccolo ritocco verso il basso potrebbe comunque diventare un concorrente temibile.
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