LA NOSTRA PROVA

Samsung Nexus S

LA PAGELLA

Dimensioni: 7,5
Semplicità: 8
Menù: 8
Display: 9
Audio: 7,5
Fotocamera: 8
Connettività: 8
Autonomia: 7,5
Velocità software: 8
Qualità materiali: 8
Confezione: 7,5

VOTO MEDIO: 8

Samsung e Google: unione allo zenzero

Quei golosi di Google continuano a dare un nome di un dolce alle varie versioni del loro sistema operativo. Adesso è la volta di Gingerbread (pan di zenzero) che identifica la release 2.3 esordiente in Italia, sul nuovo Nexus S, vero e proprio Googlephone, realizzato in stretta collaborazione con Samsung. Il telefonino si fa notare per il design che ruota attorno al display da 4 pollici, dalle forme leggermente arcuate, che conferisce al cellulare un tocco d’eleganza. La scelta non è solamente estetica perché il Nexus S segue più agilmente le linee del viso e il comfort in conversazione ci guadagna. Un altro aspetto che balza all’occhio è la totale assenza, nella parte frontale, di tasti fisici. Certo ci sono i quattro pulsanti a sfioramento però, per intenderci, manca quello - in stile iPhone - per accedere al menќ e uscire dalle applicazioni. Se da una parte questa scelta è apprezzabile in un’ottica di dispositivi sempre più full touch, dall’altra rende più difficile trovare al volo, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione, il verso giusto del telefono. Spesso vi capiterà, infatti, di impugnare il Nexus S al contrario, nella (vana) ricerca del tasto per sbloccare il display (posto sul lato destro della scocca).
Dal punto di vista dei materiali, lo smartphone di Samsung, sebbene sia interamente realizzato in plastica, offre un’ottima sensazione di solidità. Anche se sollecitata, la scocca non restituisce sinistri scricchiolii.  

LCD VS AMOLED
Curiosamente Samsung ha effettuato, per l’Italia, una scelta in controtendenza. Rispetto alla maggior parte dei Paesi nei quali il Nexus S è stato commercializzato, da noi lo smartphone è proposto con un display differente. Addio al Super Amoled per fare posto al Super Clear Lcd. Al di là di nomi e sigle, la differenza per l’occhio è impercettibile e, anzi, lo schermo della versione italiana mette in mostra un bianco piќ nitido. In condizioni di luce solare diretta la visibilità si mantiene su buoni livelli e il Super Clear Lcd impatta in misura minore sui consumi della batteria. Se poi l’argomento schermi touch vi appassiona, non perdetevi la comparativa, che trovate a pagina 20. Insomma questo “passaggio” non penalizza in alcun modo la qualità di visione e assicura un maggior risparmio energetico, permettendo al Nexus S di raggiungere tranquillamente la fine della giornata senza necessità di ricaricare. Le ultime parole, per quanto riguarda l’aspetto costruttivo, le riserviamo al jack da 3,5 mm per cuffie stereo, posizionato nella parte inferiore della scocca. La memoria integrata è da 16 GB e assicura tutto lo spazio necessario per stipare immagini, musica e filmati. Non è prevista la possibilità di espanderla con schede microSD, una scelta che, nonostante l’ampia disponibilità di spazio, non ci sentiamo mai di condividere.

SOLO ANDROID
Contrariamente a quanto siamo abituati a vedere su altri dispositivi Android, il Nexus S mette in mostra l’interfaccia dell’OS di Google senza personalizzazioni di sorta. All’apparenza, dunque, può apparire un po’ spoglia così com’è essenziale l’elenco di applicazioni precaricate. Grazie al Market e alle cinque home screen, però, è facile personalizzare il dispositivo secondo le proprie esigenze e arricchire le sue funzioni.
Il processore è da 1 GHz, coadiuvato da 512 MB di Ram e spicca per brillantezza e reattività, pur non essendo dual core. Con numerose applicazioni in background non abbiamo notato fastidiosi rallentamenti. Deludente la parte musicale, penalizzata dall’assenza della radio Fm e da un altoparlante poco potente.

GINGERBREAD
La versione 2.3 di Android ha introdotto una serie di piccole ma significative novità, volte a semplificare l’utilizzo degli smartphone che la montano. Molte funzionalità agevolano il lavoro degli sviluppatori ma altre hanno un impatto importante anche sull’utente finale. Tanto per cominciare sono stati fatti piccoli ma rilevanti ritocchi all’interfaccia, alla barra delle notifiche (ora su sfondo nero e più leggibile) e alla tastiera Qwerty virtuale. Semplificata la funzione “copia e incolla” e introdotta le possibilità di effettuare chiamate VoIP senza software di terze parti (ecco spiegata la videocamera nella parte anteriore del Nexus S). Altra succulenta novità è il supporto per lo standard NFC che permette al nuovo Samsung di dialogare con i dispositivi compatibili per effettuare micropagamenti in sostituzione di bancomat e carta di credito. 

IL GIUDIZIO DELLA REDAZIONE

Per quanto concerne la parte telefonica il Nexus S si distingue sia per la qualità della capsula auricolare sia per la sensibilità in ricezione. Reattivo, grazie al processore da 1 GHz, e dotato dal punto di vista della connettività (è Hsdpa a 7,2 Mbps e Hsupa a 5,76 Mbps, ha il Wi-Fi e anche il Dlna per dialogare con i televisori compatibili), pecca per quanto riguarda il reparto multimediale. In particolare non abbiamo apprezzato l’assenza della radio Fm e soprattutto della registrazione video in alta definizione, ormai uno standard su telefoni di questo livello e fascia di prezzo (cos“ come la fotocamera da 8 Megapixel...). I 549 euro necessari all’acquisto, anche in virtù di queste carenze, dunque, appaiono sproporzionati.

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