Dal cellulare niente tumori al cervello

di Mario Rossi 07 dicembre 2009

Nessun aumento sospetto fino ad oggi, affermano gli scienziati dell'istituto tumori danese. Ma i controlli proseguiranno

Nessun aumento significativo dei tumori al cervello nei 5-10 anni successivi al boom dell’uso dei telefonini. Ecco una notizia confortante, che poteva essere data per scontata se non si fossero fino a oggi messi periodicamente in cattedra società e organizzazioni verdi ad additare i cellulari come la peste del nuovo millennio.

In passato i telefonini sono stati indicati come i responsabili praticamente di tutte le malattie, comprese le artrosi alle dita. Se facessimo una stima esatta forse scopriremmo che fino ad oggi non sono stati accusati solo di provocare il gomito del tennista e il ginocchio della lavandaia...

Adesso un nuovo studio, pubblicato on-line sul Journal of the National Cancer Institute, porta un po' di tranquillità sul presunto legame fra cancro del cervello e cellulari. Lo studio, che è stato condotto da Isabelle Deltour dell’Istituto di Epidemiologia della Società Tumori danese, afferma che non vi è nessun rapporto tra l’aumento dell’uso dei telefonini e il numero di casi di tumore, come periodicamente viene affermato.

Gli esperti hanno preso in esame l’incidenza annuale di glioma e meningioma tra adulti di 20 anni di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia e identificato 60mila pazienti cui è stato diagnosticato uno di questi tumori tra il 1974 e il 2003. È emerso che la frequenza dei tumori non è variata nel tempo in modo tale da essere collegabile all’uso crescente dei cellulari: infatti la frequenza è diminuita per alcune neoplasie, è rimasta stabile per altre. Complessivamente, in sostanza, ha seguito il trend di crescita già riscontrabile prima del "boom" nell’uso del cellulare.

In particolare tra il 1998 e il 2003 tale frequenza è rimasta stabile, benchè l’uso del telefonino proprio in quel quinquennio sia cresciuto a dismisura.

Questi dati lasciano escludere che i telefonini siano un fattore di rischio per i tumori, a meno che però, sottolinea l’autrice, non si scopra che il tempo necessario al telefonino per indurre il tumore sia molto più lungo degli anni considerati in questo studio. Da questi risultati, quindi, il telefonino esce scagionato, con l'avvertenza che gli studi e le rilevazioni non si fermeranno, in modo da mantenere la situazione sotto controllo anche nei prossimi anni.



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