Portami a casa. Preparatevi sin d’ora a recitare questa frase al telefono: non rivolta a un interlocutore, ma allo smartphone dotato di antenna GPS integrata. Sì, perché la navigazione satellitare si appresta a diventare “pedonale”, ovvero a supporto di chi si muove a piedi e, perché no, in bicicletta. E il cellulare non toglierà nemmeno spazio ai dispositivi veicolari (altro termine da imparare in fretta), cioè a quelli dedicati all’utilizzo in auto. Piuttosto sarà un complemento: si viaggerà guidati da un GPS fino a destinazione, si scenderà dal veicolo e, a questo punto, l’indirizzo o la meta finale si raggiungeranno a piedi assistiti dallo smartphone. Non è uno scenario così futuristico: già oggi si può attuare. Come? Se avete un PND, vi basta aggiungere un telefonino con antenna GPS integrata e installare un software come il Pagine Gialle Visual Mobile... e sarete proiettati nel futuro appena descritto. 
Per dirla tutta, è un prototipo di ciò che permetteranno le nuove mappe già allo studio di Navteq e Tele Atlas e che forniranno una maggiore densità di informazioni proprio a supporto della navigazione pedestre. Non a caso, il progetto di Navteq prende il nome di Discover Cities e mira a censire un maggiore numero di punti di interesse rispetto a quanto si fa normalmente con i navigatori veicolari. Il motivo è che camminando si incontrano tanti stimoli visivi; basti pensare ai negozi o ai monumenti. Senza dimenticare che Internet sarà sempre più importante per la navigazione satellitare, perché consente di ricevere in tempo reale dati aggiornati anche coinvolgendo gli utenti nei miglioramenti alle mappe. Una vera community basata sul telefonino: perché non utilizzarlo allo scopo di inviare opinioni su ristoranti, alberghi e altri luoghi visitati. Pronti a dire la vostra?
QUALE DIREZIONE PRENDERE
Per usare una metafora, si potrebbe dire che negli scorsi mesi i produttori hanno solo seminato e bisogna attendere la prossima primavera per vedere i frutti. Vale a dire che sui navigatori apparsi nei primi mesi dell’anno, oltre a miglioramenti fisiologici che devono necessariamente essere presenti sui nuovi modelli, si sono viste alcune tecnologie interessanti la cui importanza aumenterà nel corso del tempo.
Purtroppo, in questo discorso non rientra il 3D: per tutto il 2007 è stata strombazzata l’importanza dei navigatori con mappe arricchite da modelli tridimensionali dei palazzi. Alla prova dei fatti, ci si è resi conto che l’hardware alla base degli apparecchi è troppo poco potente, dunque bisogna accontentarsi di alcuni elementi sparsi che, a parte il gusto estetico, hanno poca utilità pratica. Bisognerà attendere scenari completamente 3D, tanto da essere quasi fotorealistici, ma per questi ci vorranno navigatori con processori grafici ben più potenti di quelli attuali.
Dunque, le sementi utilizzate dai produttori sono principalmente i contenuti. Siano essi multimediali, interattivi, turistici o di assistenza durante la guida: l’importanza di queste informazioni aggiuntive diventerà tale che non se ne potrà fare più a meno. Non a caso, proprio sugli smartphone questo approccio prende forma.
NAVIGAZIONE CONNESSA
Perché i dati afflluiscano all’apparecchio è necessario che questo sia connesso alla principale fonte da cui trarre i contenuti aggiuntivi: Internet. In quest’ottica, il software a bordo dei device diventerà una sorta di client che fornisce le funzioni di base per gestire l’elettronica, effettuare i calcoli e prelevare i dati a seconda delle necessità dell’utente. Non è escluso che anche le mappe, come già avviene oggi per alcuni software dedicati ai telefonini, possano essere recuperate da un server centralizzato. Sono questi i paradigmi fondamentali della cosiddetta “connected navigation” (navigazione connessa), che prevede l’accesso costante al Web. Già oggi si possono avere alcuni timidi esempi di ciò che potrebbe succedere: dai servizi Plus di TomTom al LocalSearch di Mio, che usano il telefonino via Bluetooth per ricevere aggiornamenti via Internet. Per questo a fianco dei tradizionali produttori di navigatori, si affiancheranno vere e proprie aziende che forniscono contentuti dedicati ai dispositivi. È interessante che ViaMichelin abbia scelto di accordarsi con Navigon per fornire le informazioni presenti nelle Guide Rossa e Verde a bordo dei prossimi modelli.
EVOLUZIONE DELLA SPECIE
Anche Pagine Gialle, dopo una prima esperienza con un PND, ha capito che è molto meglio permettere a chiunque di accedere ai dati georeferenziati presenti nel proprio database. Con Visual Mobile basta avere uno smartphone Windows Mobile o un cellulare Java munito di GPS per portarsi appresso comodamente questa preziosa mole di dati.
Queste tendenze descrivono uno scenario in cui la funzione principale di un navigatore, quella di portare a destinazione, viene modellata per trasformare lo spostamento in un vero e proprio viaggio, corredato dalle informazioni necessarie in un determinato momento. Va da sé che i primi servizi che dovranno essere migliorati in brevissimo tempo sono quelli relativi alla viabilità.
L’ha capito subito TomTom con IQRoutes, che calcola il tragitto in modo da tenere conto del congestionamento stradale in base ai dati statistici di percorrenza delle principali arterie di comunicazione. In più, con l’arrivo dell’estate, il servizio di informazione sul traffico (TMC) diventa fondamentale per evitare gli ingorghi.
In Italia, oltre a quello tradizionale, ora è disponibile Infoblu che offre affidabilità e tempestività superiori, ma richiede hardware dedicato.
CHI PAGA?
Come in ogni cosa, alla fine ci si chiede chi dovrà pagare il conto di questi miglioramenti. Ebbene, da una parte i prezzi dei navigatori non possono continuare a precipitare, dunque tenderanno a stabilizzarsi. D’altro canto, i nuovi servizi interattivi aprono l’era del marketing e della pubblicità georeferenziata, ma anche del contributo spontaneo da parte degli utenti che potranno fornire feedback sui punti di interesse e inviare gli aggiornamenti alle mappe: gratis!
RITORNO AL FUTURO
Tutti i ragionamenti fatti si sublimano negli smartphone dotati di GPS. Questi sono apparecchi in grado di accedere a Internet sfruttanto reti broadband così da disporre di contenuti sempre freschi ed elementi aggiuntivi. D’altro canto, quali dispositivi potrebbero meglio incarnare le tendenze che si concretizzerano sui PND se non i telefonini? Ormai sono diventati “aggeggi tuttofare” che ci teniamo sempre in tasca, pronti per essere estratti alla minima necessità. Dunque, perché non aggiungere quei pochi optional che li fanno diventare strumenti turistici o validi aiutanti per l’attività lavorativa? Provare per credere. Lasciamo alla vostra intraprendenza un esperimento: utilizzate il vostro smartphone come descritto finora. Poi fateci sapere come è andata.
LE 10 REGOLE PER SCEGLIERE IL GPS
1. Mappe: scegliete l’Italia se siete certi di non espatriare. Altrimenti, pur spendendo di più, optate per l’Europa.
2. Display: i modelli da 3,5” sono la fascia entry level. Se possibile, rivolgete le attenzioni verso i PND da 4,3”.
3. Software di navigazione: provatelo prima di scegliere il navigatore: è fondamentale che vi troviate a vostro agio nell’utilizzo.
4. Vano per memory card: serve per ospitare le mappe e le schede di memoria con i contenuti multimediali per il viaggio.
5. Antenna Gps: il numero di canali indicato è un parametro per valutare la sensibilità di ricezione del segnale satellitare.
6. Aggiornabilità: requisito fondamentale per mantenere sempre affidabili le mappe in seguito alle modifiche sulle strade.
7. Memoria integrata: è consigliabile acquistare modelli che abbiano la cartografia residente sulla memoria interna.
8. Connessioni disponibili: con il Bluetooth si trasforma il navigatore in vivavoce e, con alcuni modelli, si accede ai servizi via Web.
9. Sole e riflessi: lo schermo di alcuni navigatori può diventare uno specchio se esposto alla luce diretta del sole.
10. Sistema operativo: software GPS sono compatibili con Windows Mobile e Symbian. Ancora pochi quelli per BlackBerry OS.

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